Tuffi/164
Affinità e divergenze tra le compagne trad-wife e noi buonamoglisti
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Affinità e divergenze tra le compagne trad-wife e noi buonamoglisti
Vari amici e lettori ci hanno mandato, in questi anni, spunti di cronache riferiti al movimento delle trad-wife, mogli tradizionaliste, che dall’america alla russia fanno sfoggio di buone maniere, sottomissione al marito, rispetto ferreo dei ruoli di genere, etc.
Pur non potendo nascondere una certa, superficiale simpatia per codeste, unita a un’apparente affinità a quella nostra teoria della buona moglie, è tempo di un’analisi più attenta. Non possiamo infatti non scorgere in queste trad-wife un movente provocatorio, un movente partigiano, tipico di quest’èra polarizzata e di ritorno all’ideologia manifesta. Una parte contro l’altra.
La buona moglie invece viveva proprio in quell’illusione fine-novecentesca di unità. Tramite il suo sacrificio non rinunciava quasi a nulla, né per sé né soprattutto per il mondo. In lei sopravviveva la tradizione ma anche una grande apertura al progresso, alla modernità, financo a una certa idea di emancipazione. Senz’altro una forte dignità, autonomia, volontà di realizzarsi anche (ove ne avesse la vocazione) nel lavoro e nell’impegno sociale.
La posizione della buona moglie non si percepiva come una possibilità fra tante: era piuttosto la sintesi pacificata di tante battaglie, il frutto di sforzi collettivi e personali, del piano Marshall e della dottrina sociale della Chiesa cattolica. La buona moglie era un’idea a cui tendere, sempre nella distanza umile e imperfetta di noi umanità in cammino. La trad-wife è una posizione situata, parziale dunque con dei nemici, pienamente e terrenamente realizzabile, a cui si può aderire e su cui ci si può addirittura appiattire.
In questi dieci anni, che sembrano pochi, è possibile che molte porte concettuali si siano chiuse, per sempre o almeno per un po’. La storia, come si dice, ha smesso di finire e si è rimessa in moto, e con essa la guerra intestina all’egemonia del femminile. Le trad-wife, figlie del loro tempo, sono forse la naturale conseguenza di questa ripoliticizzazione, una necessaria partigianeria aggressiva, ironica e non autoironica, radicale. Lo spazio per quello scanzonato moderatismo, quella vita activa senza attivismo, è sempre più sottile e difficile da difendere. A noi il compito di mantenerne almeno viva la memoria.
Teche: per ravvivare la memoria, ripubblichiamo alcuni estratti di quel lungo libro che l’umanità sta ancora scrivendo intorno all’idea di BM:
Messa davanti a circostanze di disordine domestico, la buona moglie è attraversata da un'urgenza leggera e sovrumana di riordinare. Non si tratta del noto proverbio "non rimandare a domani ciò che potresti fare oggi", che trova fondamento razionale nel calcolo della probabilità, analisi costi benefici, etc. Qui siamo di fronte alla pura istintività animale, dove il tempo è sospeso e c'è solo il kairos. Senza poter valutare l'ora o la stanchezza fisica o altre variabili, il c.d. 'mundus raptus' isola la BM dall'ambiente circostante fino a che tutto non sia tornato allo stato di entropia minima. Il mondo è in tempesta, il focolare è acceso.
La buona moglie impone gentilmente a tutti i membri della famiglia l'uso di pigiama e vestaglia a colazione, vedendo in essi gli ultimi baluardi di una vita privata e decente che si appresta a scomparire nell'entropia spiegazzata e deodorata della colazione coworking, seduti sulla moquette, con le camicie no-iron, già pronti e operativi per avanzare a passi precari verso nessun progetto.
Due parole sulla buona moglie e il poggiare la borsa sul tavolo in cucina. Certamente si può credere che la natura donnile della BM la induca, talvolta, a gesti di levissima distrazione che addirittura contraddirebbero il principio di pulizia della casa. Si può credere, non dico di no. Dico solo che credere al caos implica lo stesso saltello quantico che è richiesto a chi crede nell'Ordine, ma il primo salta nel buio e il secondo salta nella luce. Insomma ad alcuni di noi piace vedere in quella borsa, così 'svogliatamente' poggiata, un inconscio e graduale rito vaccinatorio ai pericoli del mondo. La leonessa che gioca alla guerra coi cuccioli. Ecco, ragazzi miei, insieme alla frutta migliore vi ho portato anche questa selezione di virus e batteri, accuratamente colti al mercato e sul bus, storditi dall'ambiente asettico dell'ascensore, ed ora stesi qui sul tavolo per la vostra maggior gloria. Toccate, studiate, mangiate un pezzetto del nemico. Le bruttezze della vita non saranno sempre così facili, ma non saranno neanche insormontabili, se rimarremo uniti. Sarà solo l'inizio del mondo.





